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José Luis Cicciò
Artista, Illustratore e Creatore di Pinocchio in Galleria
José Luis Cicciò (1954– 2022 ) è stato un artista e illustratore Italiano di origine Argentina, il cui lavoro unisce creatività, narrazione visiva e una profonda fascinazione per la trasformazione e l’identità. Nato a Bahía Blanca, in Argentina, dimostrò fin da giovane una forte curiosità per il mondo che lo circondava — uno spirito inquisitivo che avrebbe segnato tutto il suo percorso artistico.
Infanzia e primi passi creativi in Argentina
Fin dall’infanzia, José Luis fu attratto dall’osservazione, dall’immaginazione e dall’invenzione. Ingegnoso e altamente creativo, cercava costantemente nuovi modi per esprimere visivamente le proprie idee. La sua carriera professionale iniziò nel campo della pubblicità e della grafica, in un’epoca in cui vetrine e cartelloni venivano dipinti interamente a mano.
Attraverso pennelli, lettering e colore, trasformava spazi commerciali quotidiani in piccoli capolavori visivi. Si distinse rapidamente per precisione, sensibilità estetica e abilità tecnica, ottenendo riconoscimenti per la sua capacità di tradurre concetti complessi su superfici semplici.
La migrazione in Italia e la reinvenzione artistica
Durante un periodo di grave crisi economica in Argentina, José Luis e sua moglie presero la coraggiosa decisione di emigrare in Italia, la terra di suo nonno. Questo trasferimento segnò una svolta decisiva. L’Italia che trovò era più avanzata tecnologicamente e la pubblicità dipinta a mano era ormai quasi scomparsa.
Lontano dall’abbandonare il proprio percorso creativo, José Luis seppe reinventarsi. Esplorò nuovi ambiti artistici e professionali, tra cui murales, serigrafia su veicoli commerciali, lavori edili, isolamento termico e decorazione d’interni, in particolare dopo essersi stabilito in Piemonte. In ogni settore, il suo lavoro venne apprezzato per qualità, artigianalità e professionalità.
La scoperta dell’acquerello in Sicilia
Nel 1988, durante un periodo vissuto in Sicilia, José Luis scoprì la pittura ad acquerello. Iniziò a rappresentare paesaggi siciliani attraverso uno sguardo fortemente personale, lontano dall’estetica da cartolina. Ispirato da artisti come René Magritte e M.C. Escher, le sue opere miravano a trasmettere significato, creare illusioni visive e invitare l’osservatore a guardare la realtà con occhi nuovi.
I suoi primi lavori intrecciavano paesaggio, vita familiare e passioni personali, dando vita a composizioni intime e poetiche. Sebbene i dipinti ottenessero riconoscimenti ed esposizioni di successo, la pittura da sola non era sufficiente a sostenere una famiglia numerosa, e José Luis si vide costretto a spostare temporaneamente l’attenzione verso fonti di reddito più stabili.
La nascita del progetto Pinocchio in Galleria
Nel 2002, José Luis partecipò a un progetto artistico per la pasta Rizzoni, reinterpretando celebri capolavori dell’arte attraverso l’inserimento del packaging del marchio all’interno delle composizioni. Questa esperienza accese l’idea di un progetto personale più ampio.
Vivendo vicino a Vernante, celebre per i murales ispirati a Le avventure di Pinocchio di Carlo Collodi, José Luis si immerse nella lettura del romanzo. Profondamente colpito dal suo simbolismo, dai personaggi e dai temi della trasformazione, concepì l’idea di inserire Pinocchio all’interno di opere d’arte iconiche, adattando l’aspetto del burattino allo stile di ciascun grande maestro.
Una visione artistica unica
La prima serie fu composta da 26 dipinti ad acquerello su tavola, realizzati con una tecnica non convenzionale che trattava l’acquerello come fosse pittura acrilica. Completate in soli 15 giorni di intenso lavoro, queste opere segnarono l’inizio della collezione Pinocchio in Galleria.
Nel tempo, il progetto si ampliò includendo grandi dipinti a olio, caratterizzati da maggiore complessità e ricchezza di dettagli. Negli ultimi anni, José Luis si concentrò in modo più approfondito su momenti specifici della storia originale di Collodi. La tela più grande della collezione presenta una sintesi visiva dell’intero romanzo, ispirata ai geroglifici egizi, e simboleggia la trasformazione del burattino dalla prigionia alla libertà, dalla materia allo spirito.
Eredità
La storia di José Luis Cicciò è una storia di creatività, resilienza e continua reinvenzione. Più che pittore o artigiano, è stato un narratore visivo capace di adattare costantemente la propria creatività alle sfide della vita. La sua eredità vive in un corpus di opere che celebra l’immaginazione, la trasformazione e il potere duraturo dell’identità creativa.